martedì 15 dicembre 2015

LA LEZIONE PIU' IMPORTANTE

Un'insegnante aveva chiesto ai suoi allievi di fare una lista dei nomi degli altri studenti della classe su un quaderno, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome. Poi aveva detto loro di pensare alla cosa più bella che potevano esprimere su ciascuno dei loro compagni e scriverla. Ci volle molto tempo per terminare il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti aveva consegnato il suo foglio. Nel fine settimana, l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio a parte, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto di loro.

In pochissimo tempo, dopo aver letto quanto pensavano di loro i rispettivi compagni, tutti sorridevano ed erano molto felici che gli altri pensassero delle cose così belle di loro, anche se alcuni facevano fatica a credere di meritare così tanta approvazione. In seguito nessuno fece più riferimento all'esercizio, che comunque sembrava aver raggiunto il suo obiettivo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.

Molti anni più tardi, uno di loro venne ucciso in Vietnam e l'insegnante prese parte al funerale. La chiesa era gremita dei suoi amici. Uno dopo l'altro, quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma dell'eroe. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò se fosse stata lei l'insegnante di matematica. Lei annuì, dopodiché lui le disse che il ragazzo parlava di lei spessissimo.
Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe rimasero insieme a parlare. Anche i genitori del ragazzo stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante. “Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre estraendo un portafoglio dalla sua tasca. “Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo”. Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati piegati, aperti e ripiegati molte volte.

L'insegnante capì ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva elencato tutti i complimenti che i compagni di classe del ragazzo avevano scritto di lui. La ringraziarono per aver fatto quell'esercizio, le dissero che il loro figlio aveva conservato quel foglio come un tesoro e ne andava fiero e gelosissimo.

Tutti gli ex compagni di classe iniziarono ad avvicinarsi. Una sorrise timidamente e disse che anche lei aveva ancora la sua lista e che sapeva esattamente dove si trovava in camera sua. La moglie di un altro disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e un'altra ragazza aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi un'altra compagna aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata mostrandola al gruppo. Disse che la portava con sé come se fosse un documento, aggiunse che pensava che tutti l'avessero apprezzata e conservata.

In quel momento l'insegnante si sedette e pianse. Pianse per il ragazzo morto inutilmente in guerra e per tutti i suoi amici che non l'avrebbero più rivisto.


Questa storia ci insegna che è ora il momento di dire alle persone che amiamo che ci importa di loro e che sono speciali e importanti. Diciamolo prima che sia troppo tardi. E ancora una cosa insegna di altrettanto grande, non diamo per scontato che gli altri conoscano quanto noi apprezziamo quello che sono e che portano nella nostra vita.

(Tiberio Faraci)


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